Giudizio amministrativo europeo a tutela del diritto del cittadino

Cari visitatori in occasione dell’uscita del libro Verso gli Stati Uniti d’Europa, organizzato dal Movimento Europeo a Tutela e Diritto del Cittadino, con la presenza dell’A.I.C.C.R.E., riportante gli atti del Convegno del maggio 2014 tenutosi al Tribunale di Palermo, pubblico parte del mio intervento svoltosi durante l’evento, per avere una copia del libro, contattatemi direttamente o andate sul sito megonlus.it.

Relazione Giudizio amministrativo europeo a tutela del diritto del cittadino.

Sono davvero lusingato, non fosse altro per  il fatto che io sono   profondamente legato per ovvie ragioni con il movimento e quindi con il suo fondatore il professore Pompeo Mangano, quest’ultimo nel dare vita  alla costituzione del “movimento europeo per la giustizia e la tutela dei diritti del cittadino” ha compiuto una scelta di lungimiranza politica e culturale.

Copertina-unione-europea

Mi preme preliminarmente ringraziare il movimento europeo per la giustizia e la tutela del diritto del cittadino per l’ invito.

Del resto, il profe. Mangano  era uno che vedeva oltre,e aveva una visione di alto profilo ma anche di prospettiva,  e ringrazio anche il suo presidente, il dott. Lo Giudice che con grande spirito di abnegazione  si occupa del movimento, continua questa attività sociale di grande importanza per la città di Palermo, con un attività che è sicuramente di altissimo profilo e la testimonianza è il convegno di oggi, con un tema sicuramente poco gettonato, ma  di importanza strategica per le comunità di cittadini europei.

Un plauso lo voglio fare,  anche  all’associazione AICCRE, associazione dei  comuni e delle regioni d’ Europa, soprattutto  per l’ attività istituzionale svolta,  nei territori locali.

Infatti,  l’ unione europea oggi o è un unione di regioni e comunità locali o non è.

Talchè, pensare che il momento che  stiamo vivendo di crisi sia l’occasione per decretare  la fine dell’ordinamento europeo, e tornare all’impostazione del ruolo di centralità dello stato nazione, è miope.

Cio’ non significa, evidentemente tutelare gli ordinamenti istituzionali territoriali sopranazionale, quali l’ Unione Europea,  centralizzando tutto  in capo agli organi dell’ Unione, sarebbe sicuramente una prospettiva fallimentare, ma pensare ad un Unione Europea che sia un Unione delle città e un Unione delle comunità locali territoriali è sicuramente la strada giusta.

Occorre, ispirarsi alla cultura europea amministrativa del famoso manifesto cosiddetto di “Ventotene” del 1944 e anche al manifesto per un Europa libera e federalista e alla carta delle libertà locali.

Non si può pensare  ad un Europa delle moneta  e dei marcati finanziari,  ma dobbiamo costruire un’europa dei diritti sociali e dello sviluppo.

Mi ha incitato in questo senso la relazione che mi ha preceduto, sulla cultura della costituzione europea, che deve avere  una anima e non solo fatta di mercati di moneta e di norme, tenuta dal professore Gonzalo Garcia a cui va il mio plauso affettuoso.

Sulla questione relativa alla relazione sul  “diritto amministrativo europeo” sulla  diritto e tutela  del cittadino” mi consentirete soltanto di fare delle brevissime pennellate.

Fin dalla sua costituzione dal trattato di Roma, non si pensava che l’ Europa potesse sviluppare nel corso degli anni, un diritto amministrativo europeo,  ma nel corso degli anni ci si è dovuti ricredere,  per le funzioni sempre più numerose  attribuite in capo all’ unione su materie e questioni di  grande rilevanza, si è costruito, nel tempo,  un diritto amministrativo europeo.

Il diritto amministrativo europeo, si fonda sui principi di “leale collaborazione” tra l’ unione” e  Stati membri, sul “principio di sussidiarietà”, ove l’ unione si deve occupare di quelle materie  ed esercitare funzioni amministrative solo dopo avere esperito, in un sistema di multilivello, come dire l’esercizio di funzioni amministrative e territoriali,  come dicevo pocanzi,  quindi Comune ,Regione e Stato e quindi Unione Europea.

A bene vedere, quando parliamo di diritto amministrativo europeo, guardiamo a un  sistema amministrativo comune, dovuto anche alla funzioni che svolge oggi la commissione europea, che è punto di amministrazione attiva, a cui sono seguite anche gli altri organi di ausilio esterno, si pensa ai comitati o agli uffici identificati cioè agenzie europee o anche alla creazione di autorità indipendenti ,quale il garante  per protezione dei dati personali o il garante per la concorrenza.

Tutti questi organi amministrativi europei  hanno dato vita a dei procedimenti composti di natura amministrativa,  come  titolarità nell’ esercizio delle funzioni amministrative proprie, ma anche di interconnessione tra stato e unione europea.

Quindi, abbiamo assistito a una sorta di costruzione di modelli organizzativi di interconnessione amministrativa, a cui ha fatto seguito anche una  europeizzazione anche della tutela del giurisdizionale.

Con  l’ art. 230 del trattato  le persone fisiche e le persone giuridiche non solo in sede di giudizio pregiudiziale, ma come dire azionale direttamente alla Corte di Strasburgo, sono titolari di una tutela giurisdizionale europea, al di la della qualificazione, che sia di diritto soggettivo o di interesse legittimo,  sulle questioni e sulle materie che riguardano appunto i cittadini europei. Il giudizio   innanzi alla Corte di Strasburgo, costituisce la risposta alla  esigenza di assicurare un effettività nell’ attuazione del diritto dell’ Unione, dando  luogo ad un palese riconoscimento del trattato di Lisbona, di cooperazione amministrativa tra unione e gli Stati Uniti membri.

CONCLUSIONE

L’ idea del diritto amministrativo comune, oggi è realtà, la prospettiva di un diritto amministrativo in Europa è realtà,  acclarata da questa necessità, che vi è quindi ritengo c non solo nell’ ambito amministrativo, ma anche delle politiche istituzionali  di sviluppo dei territori .

Per concludere, credo che si deve guardare all’ Europa, quindi il convegno di oggi va nel verso giusto, verso gli Stati uniti d’ Europa,  verso l’ Europa dei popoli, l’ Europa delle garanzie e dei diritti,  e non dei nazionalismi o dei populismi .

Del resto, l’ Europa della pace e della prosperità, che  abbiamo vissuto in questi anni,  60 anni di pace e di prosperità, l’abbiamo vissuta  grazie all’EUROPA, questa è  l’ Europa, non solo quella  dell’ euro e dei mercati  o dei debiti sovrani .

Io  sono convinto sul fatto che l’euroscetticismo dilagante, è un euroscetticismo degli addetti ai lavori, sono convinto sul fatto che,  se oggi i cittadini anche i cittadini siciliani venissero chiamati ad una scelta di campo, ad un referendum non  voterebbero contro l’ Europa.

Accade sempre che, i  cittadini siano ancora più maturi e più responsabili di quanto non lo siano i dibattiti di natura politico istituzionale,  che leggiamo sui giornali, certo  vi è un grande sentimento di insoddisfazione popolare, dovuto alla crisi della finanza pubblica e alla crisi economica che stiamo vivendo,  ma siamo tutti  consapevoli del fatto, che   la riposta non sia guardare al passato,  tornare alle forme di stato nazione che oggi sono inadeguate per cogliere le sfide globali che oggi siamo chiamati a fare.

Comunque, l’ Europa che deve essere è ll ‘Europa dei diritti e  l’ Europa degli investimenti, chi soffia sul fuoco dell’ egoismo e dell’ antieuropeismo lo fa in modo demagogico per tutelare molto probabilmente qualche consenso in più , ma se dovesse passare questo modello non vi è dubbio che porterebbe sicuramente i cittadini europei verso il conflitto e ancora di più le povertà di ogni tipo.

Il  verso giusto è quello degli  Stati uniti d’ Europa,  il verso giusto è un Europa che abbia maggiori competenze per lo sviluppo e per gli investimenti,  il verso giusto è questo, e per questo che occorre  tenere la barra diritta verso gli stati uniti d’ Europa.

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